domenica 28 febbraio 2010

Vancouver 2010 - finale 3° posto curling maschile: Niklas Edin sbaglia l'ultimo stone, Ralph Stöckli no

SVIZZERA b. SVEZIA 5-4: L’appuntamento con la medaglia olimpica è solo rimandato per Niklas Edin, matricola dall’indiscusso potenziale che dove aver disputato un grande torneo perde la finale per il bronzo da Ralph Stöckli e resta giù dal podio.

E’ stata una partita molto equilibrata, remake della finale dell’ultimo campionato europeo vinto dalla Svezia. La prima parte si chiude sul 3-2 per Edin e compagni grazie ai 2 punti marcati nel quinto end.

Nel nono lo skip svedese firma la giocata più bella della sfida: gli elvetici con quattro stone nella casa e il vantaggio dell'ultimo lancio subiscono un vero e proprio knock down sulla quadrupla che costringe Markus Eggler alla mano nulla, la seconda consecutiva.

Il punteggio resta sul 4-3 per gli scandinavi che sembrano a un passo dalla vittoria. E invece Edin finisce lungo e largo con un punto chiave. Stöckli non ha molto tempo per preparare l’ultimo stone. Il tempo sta per scadere. E infatti rischia di sbagliare a sua volta ma alla fine per centimetri conquista i 2 punti che valgono la terza medaglia nel curling per la Svizzera.

Vancouver 2010 - hockey, finale 3° posto maschile La Finlandia batte la Slovacchia e vince il bronzo

Finlandia b. Slovacchia 5-3 (1-0,0-3, 4-0)

E’ la nazionale finlandese a conquistare la medaglia di bronzo del torneo olimpico di hockey maschile, battendo la Slovacchia 5-3 al termine della finale per il terzo e quarto posto. La Finlandia è riuscita, nel periodo conclusivo, a rimontare, sotto di due gol (1-3) realizzando tre reti nell’arco di tre minuti e mezzo, strappando dalle mani degli slovacchi quella che sarebbe stata per loro una prima storica medaglia olimpica.

Dopo un primo periodo con le due squadre chiuse, in cui i finnici sono passati in vantaggio nel finale con una gran conclusione di Sami Salo in powerplay, è nel secondo che la partita sembra prendere la via di Bratislava.

Con le reti di Marian Gaborik (power play) e Marian Hossa la squadra slovacca si porta avanti, segnando poi, quello che sembrava il gol decisivo, il 3-1 in inferiorità numerica concretizzando un gran contropiede con Pavol Demitra.

Restano solo venti minuti da gestire ma arrivano tra il quinto e l’ottavo minuto del periodo conclusivo, arrivano i tre minuti e mezzo che cambiano completamente la fisionomia della partita. Prima è Niklas Hagman (powerplay) a deviare un tiro di Kimmo Timonen e a riaprire la sfida e poi entra in scena Olli Jokinen che con una doppietta (il secondo in powerplay) porta davanti i suoi sul 4-3.

Nel finale i tentativi dei boemi risultano vani anche quando possono usufruire di due powerplay nel finale. Si riscatta alla grande , dopo l’inguardabile prestazione della semifinale, il portiere finalndese Miikka Kiprusoff che compie una serie di interventi decisivi negli ultimi due minuti. A 15 secondi dal termine arriva poi il gol a porta vuota di Valtteri Filppula che fissa il definitivo risultato di questo confronto sul 5-3 e consegna il bronzo alla Finlandia, in attesa del gran finale tra Usa e Canada.

Questa medaglia è un premio alla carriera per alcuni grandi campioni come Teemu Selanne, Jere Lehtine e Saku Koivu (foto), protagonisti di un lungo ciclo in nazionale e qui alla loro ultima recita sul palcoscenico dell’olimpiade. Per la Slovacchia l’amarezza di aver gettato via una medaglia che era lì a un passo e che sarebbe stata un premio meritato per il loro gran torneo.

di Pasquale Teoli

Vancouver 2010 - sci di fondo, 50 km tc maschile Petter Northug vince l'oro e si vendica su Bauer

SCI DI FONDO - La 50 km a tecnica classica, gara regina dei Giochi olimpici, è stata tutto fuorchè emozionante, quantomeno per le prime due ore. Infatti da quando la Fis ha deciso di introdurre il format della partenza di massa sostituendo la classica formula della partenza a intervalli, nelle gare su questa distanza spesso si assiste a una lunga processione di atleti. E quanto visto oggi non ha fatto eccezione. Infatti nei primi 20 km non accade sostanzialmente nulla, con il gruppone di atleti a procedere regolarmente.

Nel quinto giro la competizione da' una parvenza di vita. Infatti il norvegese Martin Sundby va in avanscoperta prendendo anche 15" di vantaggio. Il tentativo è velleitario e neppure l'atleta sembra troppo convinto della sua fuga e viene ripreso alla fine della tornata. La gara procede poi sonnacchiosa fino ai 35 km. Subito dopo Axel Teichmann va in difficoltà e si stacca leggermente dagli atleti al comando. Nel corso di questo giro Pietro Piller Cottrer, già poco brillante anche a causa di un risentimento alla coscia, cade in discesa e perde definitivamente il treno del gruppo di testa. Invece il tedesco, al termine della tornata, cambia materiali e si riporta lentamente sui primi.

Nel nono giro si assiste a un tentativo di attacco del russo Legkov che screma il gruppo di testa. In questo frangente il norvegese Northug va leggermente in crisi, ma riesce a tenere le code di chi lo precede. All'inizio dell'ultimo giro ci sono ancora una quindicina di atleti a giocarsi le medaglie, tra i quali anche l'azzurro Giorgio Di Centa. C'è però una situazione significativa: il ceco Lukas Bauer è inaspettatamente in difficoltà.

A 700 metri dal traguardo è Teichmann a dare fuoco alle polveri. Il tedesco si porta in testa e alza improvvisamente il ritmo sull'ultima salita. Solo quattro atleti riescono a rimanergli in scia: il connazionale Angerer, lo svedese Johan Olsson, lo svizzero Cologna e appunto Northug, per il quale le cose si mettono veramente bene dal punto di vista tattico.

All'ultima curva Cologna, al momento in terza posizione, cade ed esce dal discorso medaglie. Northug ha invece preso la scia di Teichmann e scatena tutti i suoi cavalli, sverniciando il tedesco in vista del traguardo e andando a conquistare la medaglia d'oro. Nella sfida per il bronzo è Olsson ad avere la meglio su Angerer. Il delusissimo Cologna chiude decimo, subito davanti a Giorgio Di Centa. Piller Cottrer è 26esimo a 2'46", Valerio Checchi 31esimo a 5'14" e Roland Clara 36esimo a 5'25".

La gara odierna rappresenta una grande rivincita, se non addirittura una vendetta sportiva, per Petter Northug. Infatti a inizio gennaio subì una dura lezione da Lukas Bauer nel Tour de Ski, venendone staccato e nettamente battuto nelle ultime due tappe. Al contrario, oggi, il norvegese sconfigge il ceco nella gara dove quest'ultimo era considerato il grande favorito. Il 24enne, inoltre, conquista il secondo oro dei suoi Giochi olimpici, chiudendo con l'invidiabile bottino di 4 medaglie. Settimana prossima torna la Coppa del mondo, a Lahti (Finlandia) e proprio Northug ha un netto margine di vantaggio sulla concorrenza nella lotta per la sfera di cristallo.

di Francesco Paone

Dopo la Bomba, il Razzo: 2 ori olimpici a confronto

ALPINO - Lo sci alpino italiano è tornato a vincere una medaglia d'oro olimpica nello slalom maschile a 22 anni esatti di distanza dall'ultima volta. Allora, sabato 27 febbraio 1988, sulle nevi canadesi di Nakiska, Olimpiadi di Calgary, ci riuscì l'emiliano Alberto Tomba, la cui impresa fece fermare perfino il Festival di Sanremo. Ieri, sabato 27 febbraio 2010, sempre sulle nevi canadesi ma a Whistler, Olimpiadi di Vancouver, ci è riuscito un altro emiliano, Giuliano Razzoli, sotto gli occhi commossi del suo illustrissimo predecessore.

Cos'hanno in comune i due? Innanzitutto la regione di provenienza, l'Emilia-Romagna, ma Tomba è un cittadino di Castel de' Britti, provincia di Bologna, Razzoli è residente in una piccola frazione di montagna della provincia di Reggio Emilia che ha preso il nome proprio dalla sua famiglia che lì si è stabilita: Razzolo, comune di Villa Minozzo. Li accomunano anche le caratteristiche fisiche, molto alti e potenti entrambi, l'essere nati a un giorno di distanza, anche se a 18 anni l'uno dall'altro: Tomba il 19 dicembre 1966, Razzoli il 18 dicembre 1984 e, naturalmente, l'abilità tra i pali stretti dello slalom.

Le somiglianze tra i due finiscono qui. Tomba era un fenomeno assoluto che sapeva vincere su tutti i tipi di tracciato anche se, come il 95% dei nostri sciatori, preferiva i pendii ripidi e ghiacciati, poi primeggiava anche in slalom gigante e probabilmente avrebbe potuto farlo anche in superG se avesse avuto meno timore della velocità. Razzoli per ora è uno slalomista molto forte che ha dimostrato di gradire in modo particolare i pendii meno difficili e con tracciature più filanti, com'è capitato a Zagabria, quando il 6 gennaio scorso ha vinto la sua prima gara di Coppa del Mondo su un pendio molto simile a quello olimpico, e addirittura sulle nevi umide come quella di Whistler ha dimostrato di trovarsi a meraviglia.

Finora in Coppa del Mondo, dove ha esordito il 18 dicembre 2006 in Alta Badia, ha gareggiato solo in slalom ma il ragazzo per la sua capacità di far correre gli sci nei tratti filanti sembra ben predisposto anche per il gigante. Ci auguriamo che la sua medaglia d'oro olimpica, ma soprattutto il bilancio fallimentare dello sci alpino a Vancouver, segni l'inizio di una rivoluzione tecnica e di allenamento all'interno di questo sport.

Vanno cercati non giovani bravi in una sola specialità, o magari in due come discesa e superG o gigante e slalom, ma che invece abbiano attitudine alla velocità e alla polivalenza almeno dalla discesa al gigante e che sappiano andare forte non solo sul ripido ghiacciato ma anche sulla neve aggressiva o peggio ancora molle che tanto spesso capita di incontrare ai Giochi Olimpici. In molte nazioni ci sono campioni che vanno forte in discesa, superG e gigante e su tutti i tipi di pista e di neve, alcuni di loro, come Benjamin Raich, Ivica Kostelic, Bode Miller e Ted Ligety, nascono come specialisti dei pali stretti e quindi ci attaccano anche lo slalom, perché anche noi non possiamo avere atleti di queste caratteristiche?

Vancouver: la storia delle gare dell'ultima giornata

Sci di fondo, 50 km partenza in linea tecnica classica maschile

Ore 18.30

L’ultima giornata dei Giochi di Vancouver si apre con l’assegnazione del titolo della gara simbolo delle Olimpiadi invernali, la 50 km, il corrispettivo di quello che è la maratona per le Olimpiadi estive. Per la prima volta questa gara si svolgerà con partenza in linea a tecnica classica, quattro anni fa la partenza fu sempre in linea ma a tecnica libera e gli appassionati italiani vissero una grande emozione per il trionfo in volata sul gruppo compatto di Giorgio Di Centa, fratello minore di Manuela, mai vincitore di una gara individuale a livello internazionale né prima né dopo fino allo scorso 5 febbraio, quando ha riportato finalmente la prima vittoria in Coppa del Mondo a 37 anni suonati nella 15 km skating sulle nevi canadesi di Canmore. L’Italia, unico paese alpino a vincere un oro in questa gara, ha conquistato altre tre medaglie nella maratona delle nevi: nel 1988 fu disputata per la prima volta a tecnica libera con la classica partenza individuale, mentre fino ad allora si era sempre svolta a tecnica classica, e Maurilio De Zolt vinse l’argento alle spalle del “cigno” svedese Gunde Svan, al suo quarto oro olimpico in due edizioni. De Zolt si ripeté nel 1992 ad Albertville quando nella stessa tecnica si arrese soltanto a un altro mostro sacro, Bjørn Dæhlie, e precedette Giorgio Vanzetta che si prese una fantastica medaglia di bronzo. Per quanto riguarda i protagonisti di questa gara, solo due l’hanno vinta due volte ma non consecutivamente: lo svedese Sixten Jernberg nel 1956 e nel 1964 e il già citato Dæhlie che trionfò nel 1998 a prezzo di uno sforzo sovrumano tanto da rimanere steso a terra senza fiato per cinque minuti dopo aver tagliato il traguardo. Con dodici medaglie olimpiche totali di cui otto d’oro, sei in gare individuali, Dæhlie è l’atleta più vincente in assoluto dei Giochi olimpici invernali. Nel 1994 Vladimir Smirnov regalò al Kazakistan il primo e unico oro alle Olimpiadi bianche mentre nel 2002 ci fu la squalifica di Johan Mühlegg per doping e il successo andò al russo Mikhail Ivanov. La nazione che ha vinto più volte questa gara è la Svezia con sette.


Hockey su ghiaccio maschile - Canada vs Stati Uniti

Ore 21.15

L’ultimo evento della 21a Olimpiade invernale sarà la finale del torneo maschile di hockey su ghiaccio, che in Canada è sport nazionale. Proprio i canadesi hanno dominato sei delle prime sette edizioni dei Giochi in cui si è svolto questo sport, compresa quella delle Olimpiadi estive di Anversa nel 1920, dove l’hockey fece la sua comparsa tra gli sport a cinque cerchi. Nel 1924 a Chamonix il Canada massacrò letteralmente la concorrenza segnando ben 110 gol in cinque partite e subendone soltanto tre! Dopo i trionfi del 1928 e del 1932, furono battuti inaspettatamente dalla Gran Bretagna nel 1936, quindi tornarono a dominare nel 1948 e nel 1952. Poi apparve l’Unione Sovietica e per il Canada iniziò un lungo digiuno interrotto soltanto con il trionfo del 2002. I sovietici dal 1956 al 1992 vinsero otto edizioni su dieci dei Giochi, l’ultima come Comunità Stati Indipendenti. I titoli del 1960 e del 1980 andarono agli Stati Uniti. A Squaw Valley si classificarono davanti a canadesi e sovietici. Ben maggiore richiamo mediatico ebbe il trionfo di Lake Placid: nel match che poi si rivelò decisivo i padroni di casa, che avevano nelle loro fila dilettanti e giocatori universitari, sconfissero la ben più quotata squadra sovietica per 4-3 con gol decisivo del capitano Mike Eruzione. A nulla valse l’assedio sovietico alla porta di Jim Craig con 10 minuti ancora da giocare, due giorni dopo la squadra di Herb Brooks completò l’opera battendo la Finlandia per 4-2. Questa impresa sportiva, subito definita “miracle on ice”, miracolo sul ghiaccio, ha ispirato addirittura due film. Per concludere, la Svezia ha vinto nel 1994 e nel 2006 e la Repubblica Ceca nel 1998. L’Italia è stata settima nelle Olimpiadi di casa a Cortina, nel 1956.


Vancouver: le medaglie della 15esima giornata

OLIMPIADI - Sette titoli olimpici assegnati nella penultima giornata. L'Italia conquista finalmente la prima medaglia d'oro evitando così di rimanere senza titoli (evento che non si verifica da Lake Placid 1980). Anche la Polonia festeggia con il primo oro di questa edizione e il secondo della storia ai Giochi invernali. Splendida giornata per il Canada che tocca quota 13 ori e vince matematicamente il medagliere, dove la Germania fa un importante passo verso il secondo posto con il successo nel pattinaggio velocità.

SCI ALPINO. Slalom Maschile

1. Giuliano Razzoli (Italia)
2. Ivica Kostelic (Croazia)
3. Andrè Myhrer (Svezia)

SCI DI FONDO. 30 km tc mass start femminile
1. Justyna Kowalczyk (Polonia)
2. Marit Bjørgen (Norvegia)
3. Aino-Kaisa Saarinen (Finlandia)


BOB. A 4 Maschile
1. Stati Uniti 1 (Steven Holcomb)
2. Germania 1 (Andrè Lange)
3. Canada 1 (Lyndon Rush)

CURLING. Maschile
1. Canada (K.Martin - J.Morris - M.Kennedy - B.Habert - A.Enright)
2. Norvegia (T.Ulsrud - T.Nergård - C.Svæ - H.V.Petterson - T.Løvold)
3. Svizzera (R.Stöckli - J.Hauser - M.Eggler - S.Strübin - T.Müller)

SNOWBOARD. Pgs maschile
1. Jasey Jay Anderson (Canada)
2. Benjamin Karl (Austria)
3. Mathieu Bozzetto (Francia)

SPEED SKATING. Team pursuit maschile
1. Canada (M.Giroux - L.Makowski - D.Morrison)
2. Stati Uniti (B.Hansen - C.Hendrick - J.Marsicano - J.Kuck)
3. Olanda (J.Blokhujens - S.Kramer - S.Kuipers - M.Tuitert)

SPEED SKATING. Team pursuit femminile
1. Germania (S.Beckert - D.Anschütz-Thomas - A.Friesinger - K.Mattscherodt)
2. Giappone (M.Hizumi - M.Tabata - N.Kodaira)
3. Polonia (K.Bachleda - K.Wozniak - L.Zlotkowska)

I risultati degli italiani nella 15^giornata

OLIMPIADI - Raccogliamo in questo post i risultati degli atleti italiani nella quindicesima giornata dei Giochi olimpici di Vancouver.

SCI ALPINO. Slalom Maschile
(Finale)
1. Giuliano Razzoli
7. Manfred Moelgg
DNF Patrick Thaler
DNF Christian Deville

SCI DI FONDO. 30 km mass start femminile (Finale)
12. Marianna Longa
17. Antonella Confortola

PATTINAGGIO VELOCITA'. Team pursuit maschile (Finale)
6. Italia

SNOWBOARD. Pgs maschile (Finale)
15. Aaron March
18. Roland Fischnaller
21. Meinhard Erlacher

BOB. a 4 maschile (Finale)
9. Simone Bertazzo - Danilo Santarsiero - Samuele Romanini - Mirko Turri

BILANCIO DOPO LA 15^ GIORNATA


Medaglie: 5
Oro: Giuliano Razzoli (Sci alpino, slalom)
Argento: Pietro Piller Cottrer (Sci di fondo, 15 km a tl)

Bronzo: Armin Zoeggeler (Slittino, singolo)
Bronzo: Alessandro Pittin (Combinata nordica, normal hill)
Bronzo: Arianna Fontana (Short track, 500 metri)

Piazzamenti tra i primi dieci: 38

Evan Lysacek rinuncia ai mondiali di Torino

PATTINAGGIO DI FIGURA - Il pattinatore americano Evan Lysacek, campione del mondo lo scorso anno a Los Angeles, e fresco campione olimpico a Vancouver ha deciso di rinunciare ai mondiali di Torino che si disputeranno a fine marzo. Il 24enne ha spiegato la sua scelta affermando di voler chiudere la sua stagione con l'oro olimpico al collo. Al tempo stesso ha allontanato le voci di un ritiro dall'attività agonistica circolate in ambienti statunitensi negli ultimi giorni.

La campionessa del mondo femminile Kim Yu Na, invece, ha confermato la sua partecipazione ai mondiali italiani.

Vancouver 2010 - bob a 4: Steven Holcomb è oro Stati Uniti primi dopo 62 anni

BOB - L’americano Steven Holcomb è stato il vero dominatore della stagione: dopo il trionfo nella Coppa del Mondo, è arrivata ieri anche la medaglia d’oro olimpica nel bob a 4, titolo che mancava al suo Paese da St. Moritz 1948. Il 29enne di Park City ha spezzato l’egemonia del tedesco Andrè Lange, il quale, dopo i due ori di Torino 2006 e quello nel bob a 2 in questa edizione, si è dovuto ‘accontentare’ dell’argento, a 38 centesimi dal vincitore. Holcomb è parso sin da subito a suo agio sul budello di Whistler Mountain e nella seconda manche ha realizzato anche uno spaziale record della pista: 50.86 secondi. Solo nell’ultima discesa non è stato il più rapido, cedendo appena 0.16 al grande rivale tedesco. Lange, inoltre, era terzo prima della frazione decisiva e, con una prestazione magistrale, ha sopravanzato il canadese Lyndon Rush per l’inezia di un centesimo. Il pilota della Foglia d’Acero, tuttavia, può comunque festeggiare la prima medaglia olimpica in carriera.

‘’Nel bob a 2 avevo commesso molti errori, quindi mentalmente ho dovuto resettare tutto. La forza di Lange mi ha spinto a dare il meglio di me stesso. Devo ammettere che questa pista è la più difficile del mondo, con una velocità che in alcune curve raggiunge i 140 km/h. Sì, ora è il mio budello preferito’’, il parere del nuovo campione olimpico. Ai piedi del podio, ma con un distacco di oltre un secondo, sono giunti il tedesco Thomas Florschuetz ed il 40enne canadese Pierre Lueders, rispettivamente quarto e quinto. Grande delusa di questi Giochi è la Svizzera, in questa occasione solo sesta con il pilota Ivo Rueegg.

Miglior prestazione stagionale per l’Italia di Simone Bertazzo: l’azzurro, dopo una prima manche difficile e terminata in 13ma piazza, ha trovato un buon feeling con il bob e con la pista, riuscendo a recuperare sino al nono posto finale. Nella terza frazione, inoltre, il 27enne di Pieve di Cadore ha ottenuto un eccellente sesto tempo. Insomma, questo risultato dovrà costituire una base di partenza per riportare il bob italiano ai livelli che competono alla sua tradizione.

di Federico Militello

Razzoli portabandiera nella cerimionia di chiusura

ALPINO - Giuliano Razzoli sarà il portabandiera italiano nella cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici di questa notte. Ad annunciarlo il capodelegazione Raffaele Pagnozzi. Lo slalomista azzurro ha ricevuto anche la telefonata di congratulazioni dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Ganong e Smith campioni Usa di discesa

ALPINO - Giornata, quella di ieri sera, dedicata all'assegnazione dei titoli statunitensi di discesa maschile e femminile ad Aspen. Tra gli uomini ha vinto Travis Ganong che col tempo di 1'35"67 ha preceduto di 4 centesimi Steven Nyman e di 73 Will Brandenburg, arrivato alle spalle del canadese Jan Hudec, terzo.

Tra le donne il titolo è andato a Leanne Smith per 29 centesimi su Stacey Cook e per 48 su Laurenne Ross. Le ragazze saranno impegnate questa sera sempre ad Aspen in una supercombinata valida per la Nor-Am Cup.

Valpellice ai play-off. Renon sempre in testa a +1

HOCKEY GHIACCIO - La penultima giornata di Serie A emette i primi verdetti sulla regular season. In primis è il Cortina a rimanere escluso dai play-off. Infatti nello scontro diretto è il Valpellice a primeggiare e garantirsi la certezza matematica di chiudere ottavo, sono inoltre definite le posizioni dalla quarta alla settima. In testa, invece, è ancora tutto da decidere con il Renon che difende la leadership battendo l'Alleghe. Il Val Pusteria rimane a -1 sconfiggendo il Pontebba. Martedì ultima giornata: scontro diretto Renon-Val Pusteria per stabilire la vincitrice della regular season.

Serie A: 44^ Giornata
. Resoconto Completo
Valpellice - Cortina 8-3 (2-0/5-1/1-2)
Alleghe - Renon 1-3 (1-0/0-3/0-0)
Val Pusteria - Pontebba 5-1 (1-0/2-1/2-0)
Fassa - Asiago 2-4 (0-0/0-4/2-0)

Classifica dopo 44 di 45 giornate:
1. Renon 76
2. Val Pusteria 75
3. Asiago 72
4. Bolzano 66
5. Pontebba 59
6. Fassa* 57
7. Alleghe 46
8. Valpellice 41
9. Cortina 36

* Deve ancora riposare nel quinto girone.

3 punti: vittoria nei tempi regolamentari
2 punti: vittoria all'overtime o ai rigori
1 punto: sconfitta ai rigori o all'overtime
0 punti: sconfitta nei tempi regolamentari

Stasera torna in campo la Serie A2 con le serie ancora aperte.

In collaborazione con la Lega Italiana Hockey Ghiaccio

Vancouver 2010 - speed skating, team pursuit Germania vincente in maniera rocambolesca

PATTINAGGIO VELOCITA' - La Germania conquista il secondo titolo olimpico consecutivo nel team pursuit femminile. La vittoria tedesca è tuttavia stata molto sofferta e alquanto rocambolesca.

I quarti di finale sembrano filare senza troppi scossoni. Il Giappone si sbarazza della Corea. A seguire la Polonia batte la Russia con una grande rimonta. Quindi tocca alle tedesche che soffrono più del previsto, ma riescono a regolare l'Olanda nel giro finale. Nell'ultima sfida c'è invece una grande sorpresa. Il Canada, che affronta le deboli americane, decide di lasciare a riposo Cindy Klassen schierando la riserva Brittany Schussler. La squadra padrona di casa pecca di presunzione e paga un conto salatissimo. Infatti gli Usa non sono intenzionati a fare da vittima sacrificale e si giocano lo scontro alla pari. Sul traguardo le americane precedono le canadesi di 5 centesimi, gelando il pubblico ed eliminando una squadra da medaglia.

La prima semifinale vede opposte Giappone e Polonia. Le asiatiche partono in quarta, mentre le polacche cercano di contenere il distacco per provare la rimonta nel finale. In questo caso la tattica vincente è quella delle nipponiche che vincono di 19 centesimi dopo aver avuto un vantaggio di 1"48. Nella seconda semifinale la Germania trova gli Stati Uniti. Le tedesche stanno avendo facilmente ragione delle americane quando sull'ultima curva avviene l'incredibile. La veterana Anni Friesinger si sbilancia e perde l'equilibrio. Per fortuna sua e delle compagne di squadra la forza d'inerzia le è favorevole e la 33enne riesce a tagliare il traguardo scivolando sul ghiaccio prima della terza americana evitando così una grottesca quanto clamorosa eliminazione.

In finale il Giappone si presenta con la formazione con cui ha vinto i due turni precedenti, ovvero Masako Hizumi, Nao Kodaira e Maki Tabata. La Germania, invece, è costretta a sostituire proprio la Friesinger, dolorante dopo la caduta, con Karin Mattscherodt, affiancata a Daniela Anschütz-Thoms e Stephanie Beckert. Le nipponiche partono come al solito fortissimo e riescono a prendere anche 1"72 di vantaggio. Le tedesche però reagiscono e con un ultimo giro strepitoso recuperano 1"16 alle avversarie e vincono la medaglia d'oro per soli 2 centesimi. Nella sfida per il bronzo la Polonia riesce ad avere la meglio sugli Stati Uniti.

Anni Friesinger chiude così la sua esperienza olimpica con il terzo oro a Cinque cerchi al collo in tre edizioni diverse. Anche per la Anschütz-Thoms arriva un successo nell'ultima gara olimpica della carriera. Inizia invece nel migliore dei modi la 21enne Stephanie Beckert che dopo i 2 argenti individuali conquista anche l'oro a squadre. Da rimarcare anche come la giapponese Maki Tabata, 35 anni, abbia conquistato la prima medaglia olimpica della sua carriera.

di Francesco Paone

Vancouver 2010 - speed skating, team pursuit Canada d'oro vincendo il derby con gli americani

PATTINAGGIO DI VELOCITA' - Il Canada ha vinto la medaglia d'oro nel team pursuit maschile. La squadra del Paese della Foglia d'acero, composta da Mathieu Giroux, Lucas Makowsky e Denny Morrison ha conquistato il successo battendo nel derby nordamericano gli Stati Uniti (Brian Hansen, Chad Hendrick, Jonathan Kuck).

I canadesi sono sempre stati in vantaggio, toccando anche i 73 centesimi di margine. Nel finale gli Usa hanno rosicchiato oltre mezzo secondo, tuttavia insufficiente per garantire loro la vittoria. Viene premiato con la medaglia d'argento anche Trevor Marsicano inserito nella formazione stellestrisce nei quarti di finale.

La grande favorita Olanda, eliminata a sorpresa dagli americani in semifinale, è riuscita a conquistare la medaglia di bronzo dominando la sfida con la Norvegia. Il vantaggio di Kramer, Tuitert e Blokhuijens è stato di 55 centesimi, e si è mantenuto regolare per tutta la durata della gara. Riceve la medaglia anche Simon Kuipers, utilizzato nei turni precedenti.

L'Italia, nella sfida per il quinto posto, viene umiliata dalla Corea del Sud. Infatti gli azzurri (Fabris, Anesi e Ioriatti) dopo un'effimera leadership iniziale perdono progressivamente terreno andando a chiudere con 5"79 di distacco dagli asiatici. Per gli italiani del pattinaggio di velocità si chiude nel modo peggiore un'Olimpiade deludente.

di Francesco Paone

Vancouver 2010 - snowboard, parallelo maschile Quarto tentativo d'oro per Jasey Jay Anderson

SNOWBOARD - Continua l’olimpiade da record per il Canada. A Cypress Mountain, nella gara che ha chiuso il programma dello snowboard a Vancouver 2010 è arrivato un altro oro per la nazione ospitante. Il trentaquattrenne Jasey Jay Anderson, coronando una grande carriera, si è portato a casa la medaglia d’oro dello slalom gigante parallelo battendo in finale l’austriaco Benjamin Karl.

In una gara che ha visto eliminati negli ottavi due dei papabili a salire sul podio come l’austriaco Andreas Promegger (primo tempo in qualifica) e il canadese Matthew Morison, sono arrivati a disputare la finale i due migliori in assoluto per quanto fatto vedere nei precedenti turni.

Nella prima run di finale Anderson è battuto da Karl che continua a surfare in maniera splendida tra le porte del tracciato, sotto la nebbia e una leggera pioggiolina che rende la neve particolarmente scivolosa. Nella seconda , l’idolo di casa, partito con un ritardo di 0.76 centesimi, traccia con la sua tavola delle linee perfette e riesce nel recupero , superando l’austriaco e tagliando il traguardo con 0.35 centesimi di vantaggio che lo incoronano nuovo campione olimpico.

Per il canadese, che nelle tre precedenti partecipazioni olimpiche non era riuscito a agguantare la medaglia più ambita, è il giusto riconoscimento a una carriera quasi ventennale, fatta di 207 gare disputate in coppa del mondo con 26 vittorie e 59 podi. Per l’austriaco Karl, un bellissimo argento per chi come lui a ventiquattro anni, sta dominando la coppa del mondo quest’anno e ha davanti a sè un gran futuro di vittorie.

Gioisce anche il francese Mathieu Bozzetto, uno degli snowboarder più vincenti di sempre, che ottiene qui , a trentasei anni la sua prima medaglia olimpica, dopo la delusione del quarto posto di Torino 2006. Per salire sul podio ha dovuto battere la sorpresa di giornata, il russo Stanislav Detkov, un vero e proprio carneade , che ha rischiato di portare a casa come la sua connazionale Ekaterina Ilyukhina ieri tra le donne, un’altra sorprendente medaglia russa.

C’erano anche degli azzurri in gara, ma solo Aaron March è riuscito a qualificarsi per gli ottavi, dove ha perso nettamente contro Karl. Fuori nella run di qualifica sia Roland Fischnaller (diciottesimo) che Meinhard Erlacher (ventunesimo).

di Pasquale Teoli

sabato 27 febbraio 2010

Vancouver 2010 - sci alpino, slalom maschile: Primo oro per l'Italia grazie a Giuliano Razzoli

ALPINO - L'Italia torna a vincere una medaglia nello sci alpino maschile alle Olimpiadi invernali dopo 16 anni, da quando Alberto Tomba nel 1994 vinse l'argento in slalom (il 27 febbraio anche allora!) e si tratta addirittura di un oro. Il merito è di Giuliano Razzoli che ha trionfato nello slalom di Whistler Creekside. L'emiliano è stato autore di una straordinaria prima manche su una neve molle e un pendio facile che andavano a pennello per le sue caratteristiche tecniche, poi nella seconda è stato quasi perfetto nei primi due terzi e nel finale ha incredibilmente controllato la situazione e ha vinto anticipando di 16 centesimi il croato Ivica Kostelic, medaglia d'argento, che si aggiunge a quella dello stesso metallo nella supercombinata, e di 44 lo svedese Andre Myhrer, autore di una strepitosa rimonta nella seconda frazione dal decimo posto della prima col miglior tempo parziale che gli è valso la medaglia di bronzo. Alla Svezia il podio nello sci alpino maschile mancava da 22 anni e nello slalom addirittura da 30, dai tempi di un certo Ingemar Stenmark.

Razzoli, nato il 18 dicembre 1984 e residente a Villa Minozzo, comune dell'Appennino in provincia di Reggio Emilia, vincitore il 6 gennaio scorso del suo primo slalom in Coppa del Mondo a Zagabria su un pendio simile a quello canadese, fa tornare l'Italia sul gradino più alto del podio dello sci alpino maschile dopo il trionfo di Alberto Tomba nel gigante di Albertville del 1992 e sul gradino più alto dello slalom maschile dopo la vittoria dello stesso Tomba, emiliano come Razzoli ma di città, nel 1988 (di nuovo il 27 febbraio!). E' anche il primo sospirato oro per gli azzurri a Vancouver ma questo non cancella minimamente i disastri dei giorni scorsi: c'è molto da fare per riportare in alto gli sport invernali e il punto di riferimento per lo sci alpino può essere questo ragazzo emiliano, uno finalmente capace di andar bene sulle piste meno difficili e sulle nevi non ghiacciate, tutto il contrario rispetto alla nostra tradizione e ai nostri orientamenti tecnici e di allenamento.

La notizia più clamorosa del giorno è che l'Austria rimane senza medaglie nello sci alpino maschile, l'unica volta era stata nel 1936, la prima edizione dei Giochi che ospitò questo sport. Il campione uscente Benny Raich si è dovuto accontentare del quarto posto, Marcel Hirscher del quinto e il leader di coppa di specialità Reinfried Herbst del decimo. Sesto posto per lo sloveno Mitja Valencic che nella prima manche era secondo dietro a Razzoli, settimo l'altro azzurro Manfred Moelgg, è uscito nella seconda manche Patrick Thaler.

Vancouver 2010 - sci di fondo, 30 km tc femminile Justyna Kowalczyk è d'oro all'ultimo respiro

FONDO - Spettacolare duello tra Justyna Kowalczyk e Marit Bjørgen nella 30 km con partenza in linea a tecnica classica, ultima gara dei Giochi olimpici per quanto riguarda il fondo femminile.

Poco succede nei primi 20 km con le atlete più forti che si alternano in testa a tenere un ritmo non certo blando, ma neppure elevatissimo. A movimentare la competizione è soprattutto la norvegese Kristin Steira, i cui strappi fanno lentamente selezione. Tutte le big non hanno comunque problemi a rimanere davanti, con l'eccezione dell'estone Kristina Smigun e soprattutto della finlandese Virpi Kuitunen, ombra dell'atleta dominante nel biennio post-Torino e comunque ancora vincente nella scorsa stagione. Al termine del quarto giro in testa c'è quindi un gruppo di 12 atlete, tra cui Marianna Longa.

All'inizio della quinta tornata la gara si accende improvvisamente, grazie a un attacco proprio della Steira al quale resistono solo Marit Bjørgen e Justyna Kowalczyk. Aino-Kaisa Saarinen e Charlotte Kalla perdono leggermente terreno, mentre la Longa rimane più indietro. La Bjørgen sfrutta il momento propizio e contrattacca a sua volta andando a staccare tutte le avversarie. Solo la Kowalczyk resiste a 5" di distacco, mentre Steira scivola indietro venendo raggiunta dalla Saarinen. Alza definitivamente bandiera bianca, invece, la Kalla.

La norvegese tiene un ritmo elevatissimo ma la polacca le risponde bene e inizia a rosicchiare, metro dopo metro, il distacco che la separa dalla leader. Le due procedono a un ritmo infernale prendendo in poche centinaia di metri un grande vantaggio su tutte le avversarie. Ai 25 km la Kowalczyk è riuscita ad agganciarsi alle code della Bjørgen e nell'ultimo giro le due fanno gara di coppia con la norvegese spesso davanti. A 800 metri dal traguardo è però la polacca a passare al comando per cercare di staccare la rivale. L'intento sembra riuscire, ma sull'ultima discesa la norvegese ricuce lo strappo.

La gara si decide in un emozionante sprint dove le due rimangono testa a testa per quasi tutto il rettilineo finale. A spuntarla per 3 decimi di secondo è Justyna Kowalczyk, la quale regala alla Polonia la seconda medaglia d'oro della sua storia ai Giochi invernali. Finora, infatti, l'unico campione olimpico polacco era stato Wojciech Fortuna nel salto a Sapporo 1972. Peraltro in quella gara il saltatore tenne fede al proprio cognome, perchè in una competizione pesantemente condizionata dal vento l'atleta di Zakopane saltò nei momenti più propizi e vinse inaspettatamente.

Marit Bjørgen è in ogni caso da considerarsi la regina indiscussa di Vancouver 2010 poichè va a raccogliere la quinta medaglia in altrettante gare disputate. Il bottino olimpico finale della 29enne è di 3 ori, 1 argento e 1 bronzo. E sempre in tema di medaglie di bronzo quella nella gara odierna va alla finlandese Aino-Kaisa Saarinen che, nell'ultimo giro, riesce ad avere ragione delle avversarie dirette e chiude con 1'05" di distacco dalla vincitrice, davanti alla tedesca Sachenbacher e alla Steira. Marianna Longa chiude 12esima a 2'46" di ritardo. Antonella Confortola 17esima a 3'34".

di Francesco Paone

Razzoli in testa nella prima manche dello slalom

ALPINO - A causa del perdurare del maltempo con pioggia durante la notte e neve in mattinata la partenza dell'ultima gara dello sci alpino viene abbassata in corrispondenza di quella delle donne. L'Italia dello sci alpino prova ad aggrapparsi a Giuliano Razzoli. L'emiliano, vincitore a Zagabria su un pendio simile a quello di Whistler Creekside, ha ottenuto il miglior tempo nella prima manche dello slalom maschile delle Olimpiadi.

L'azzurro ha un vantaggio di 43 centesimi sulla grande sorpresa della giornata, lo sloveno Mitja Valencic, e di 54 sul campione uscente, l'austriaco Benny Raich. Fuori dalla zona podio per soli 4 centesimi per ora il croato Ivica Kostelic e quinto l'altro azzurro Manfred Moelgg a 31 centesimi da Raich. Sesto il ceco Ondrej Bank, seguono lo svizzero Silvan Zurbriggen, seguono il francese Julien Lizeroux, l'austriaco Marcel Hirscher, lo svedese Andre Myhrer e il canadese Michael Janyk.

L'altro austriaco Reinfried Herbst, leader della classifica di coppa di specialità, è dodicesimo, mentre il campione del mondo, il quarto componente del Wunderteam, è finito fuori, così come il tedesco Felix Neureuther e gli statunitensi Ted Ligety e Bode Miller. Al traguardo un altro azzurro, Patrick Thaler, ventiduesimo, mentre Cristian Deville non è arrivato al traguardo.

Vancouver: la storia delle gare della 14^ giornata

Sci di fondo, 30 km partenza in linea tecnica classica femminile
Ore 20.45
La penultima giornata dei Giochi di Vancouver si apre con l’assegnazione del titolo della gara più lunga del fondo femminile. Per la prima volta sarà disputata a tecnica classica con partenza in linea, nel 1992 e 1998 si corse a tecnica libera con partenza a cronometro, nel 1994 e nel 2002, per l’alternanza delle tecniche, sempre a cronometro ma a tecnica classica, infine nel 2006 a tecnica libera con partenza in linea. Il medagliere dell’Italia su questa distanza è straordinario: tre ori e due argenti, solo nei Giochi di casa a Torino le azzurre non sono andate sul podio. Nel 1992 Stefania Belmondo battendo le russe Lyubov Yegorova e Yelena Välbe, arrivate alla loro quinta medaglia olimpica ad Albertville, si prese il suo primo oro olimpico, il secondo arrivò dieci anni più tardi nella 15 km mass start sempre a skating. Nel 1994 toccò all’altra grandissima del nostro fondo, Manuela Di Centa, che vinse il suo secondo oro e la sua quinta medaglia a Lillehammer. Nel 1998 la Belmondo vinse l’argento, battuta dalla russa Yulia Chepalova. Nel 2002 Larisa Lazutina, che aveva vinto la gara, venne squalificata per doping insieme alla connazionale Olga Danilova e l’oro andò a Gabriella Paruzzi davanti a Stefania Belmondo, che con l’argento raggiunse quota dieci medaglie olimpiche, due ori, tre argenti e cinque bronzi, lo stesso numero di metalli collezionati dalla russa-sovietica Raisa Smetanina tra il 1976 e il 1992. Infine nel 2006 la ceca Katerina Neumannová batté in volata la Chepalova e la polacca Justyna Kowalczyk mentre la Paruzzi si dovette accontentare del quinto posto.

Snowboard, gigante parallelo maschile
A partire dalle ore 21.15
Come la corrispettiva gara femminile anche il gigante dello snowboard si disputò nel 1998 in due manche come quello dello sci alpino, poi nel 2002 e nel 2006 diventò parallelo a eliminazione diretta. Fece rumore l’assegnazione dell’oro nell’edizione del debutto di questa gara a Nagano: vinse il canadese Ross Rebagliati con soli due centesimi di vantaggio sull’azzurro Thomas Prugger. Rebagliati tre giorni dopo venne squalificato in quanto trovato positivo alla marijuana, il canadese si difese dicendo di non averne mai fumata negli ultimi dieci mesi e di essere andato otto giorni prima della gara a una festa in Canada nella quale ne aveva subito il fumo passivo. Gli uomini dello staff di Rebagliati sostennero inoltre che la marijuana che si fuma a Whistler (sì, proprio la sede di molte delle gare olimpiche di Vancouver!), il paese di Rebagliati, è molto più forte di quella usata nel resto del mondo. Il Cio credette alla sua buona fede e anche basandosi sul fatto che farsi una canna non è doping, ossia che la marijuana non è sostanza proibita, decise di lasciargli l’oro e al nostro Prugger rimase l’argento, unica medaglia azzurra vinta in questa gara. Nel 2002 vinse lo svizzero Philipp Schoch che fece il bis nel 2006 battendo il fratello Schoch: i due elvetici sono la quarta coppia di fratelli o sorelle della storia ad aver fatto doppietta in una gara dei Giochi Olimpici invernali.

Sci alpino, slalom maschile
Ore 19.00 (Prima manche)
Ore 22.45 (Seconda manche)
La gara tra i pali stretti maschile, ultimo titolo da assegnare nello sci alpino a Vancouver, debutta ai Giochi nel 1948 a St. Moritz. La nazione che ha vinto più volte questo evento è l’Austria con sei ori, addirittura quattro consecutivi tra il 1952 e il 1964. Potevano essere cinque se Karl Schranz non fosse stato squalificato nel 1968. Jean-Claude Killy, l’idolo della folla di Grenoble, è già arrivato al traguardo ed è in testa dopo aver vinto la prima manche e aver disputato la seconda senza errori. Schranz è terzo dopo la prima prova, staccato di 32 centesimi da Killy, e dopo circa una ventina di porte della seconda ne salta una ma sostiene di essere stato disturbato da un misterioso “uomo nero” che ha attraversato la pista e chiede di ripetere la prova. La giuria guarda il filmato della gara e gli dà ragione, così il campione di St. Anton scende a tutta e al traguardo precede di 51 centesimi Killy. Ma la giuria torna sui suoi passi e tre ore dopo squalifica Schranz. L’oro va così a Killy che eguaglia così Toni Sailer vincendo tre ori su tre gare nella stessa edizione dei Giochi, mentre Schranz sarà uno dei più grandi sciatori a non aver mai vinto un oro olimpico: nel 1972 era il favoritissimo della discesa ma il suo nemico giurato, il presidente del Cio Avery Brundage, lo accusò di professionismo e gli impedì di partecipare alla sua quarta Olimpiade. Nel 1980 lo svedese Ingemar Stenmark, lo sciatore più vincente di sempre, fece la doppietta con lo slalom gigante, nel 1984 primo e secondo furono i gemelli statunitensi Phil e Steve Mahre che approfittarono dell’assenza “per professionismo” di Stenmark e dell’austrolussemburghese Marc Girardelli, i due grandi favoriti. Nel 2002 dietro ai due francesi Jean-Pierre Vidal e Sebastien Amiez si piazzò il britannico Alain Baxter che però fu squalificato per doping e il bronzo andò all’austriaco Benny Raich. Fu proprio Raich nel 2006 a fare il bis del trionfo in gigante e a guidare la storica tripletta austriaca con Reinfried Herbst argento e Rainer Schönfelder bronzo mentre Vidal si ruppe il braccio il giorno prima della gara e non poté difendere il suo titolo. L’Italia ha vinto sette medaglie in questa gara. Nel 1972 i cugini Gustavo e Rolando Thöni furono secondo e terzo alle spalle di uno dei vincitori più sorprendenti di tutta la storia delle Olimpiadi, Francisco Fernandez Ochoa detto Paco, primo e unico oro per la Spagna ai Giochi invernali. Nel 1976 la Valanga Azzurra mise a segno una doppietta con Piero Gros che andò a prendersi l’oro con una strepitosa seconda manche dopo essere stato quinto nella prima, argento fu ancora un Gustavo Thöni amareggiato per essere stato battuto dal più giovane compagno di squadra. Nel 1988 Alberto Tomba bissò il trionfo del gigante rimontando dalla terza posizione nella prima discesa e beffò per soli 6 centesimi il campione del mondo in carica, il tedesco Frank Wörndl, mai sul podio in carriera in Coppa del Mondo. Il bolognese effettuò altre due grandi rimonte nel 1992 e nel 1994 ma non gli bastarono per acciuffare l’oro: si dovette accontentare di due argenti, ad Albertville recuperò dalla sesta posizione e chiuse a 28 centesimi dal norvegese Finn Christian Jagge, a Lillehammer rimontò addirittura dal dodicesimo posto finendo a 15 centesimi dall’austriaco Thomas Stangassinger dal quale nella prima manche era staccato di 1”84.

Pattinaggio di velocità, inseguimento a squadre maschile
A partire dalle ore 21.50
Questa gara è stata introdotta nel programma olimpico nel 2006 sia per gli uomini che per le donne. L’oro di Torino è andato alla meravigliosa squadra azzurra che schierava Matteo Anesi, Ippolito Sanfratello ed Enrico Fabris con Stefano Donagrandi quarto uomo. Per l’Italia si è trattato del primo oro nella storia di questo sport grazie alla vittoria in semifinale sull’Olanda, nelle cui fila cadde Sven Kramer, e al trionfo in finale sul Canada.

Pattinaggio di velocità, inseguimento a squadre femminile
A partire dalle ore 21.50
A Torino vinsero le superfavorite tedesche trascinate da Anni Friesinger e Claudia Pechstein. L’Italia non ha partecipato a questa gara.

Bob a 4
Ore 22.00 (Terza manche)
Ore 23.40 (Quarta manche)
L’ultima prova del bob è quella con l’equipaggio più numeroso. E’ sempre stata solo maschile ed è presente fin dal 1924, quando potevano gareggiare equipaggi di quattro o cinque concorrenti. Nel 1928 i componenti l’equipaggio furono obbligatoriamente cinque, mentre dal 1932 a oggi ogni squadra è di quattro atleti. La nazione dominatrice di questa gara è la Germania con otto ori, tre dei quali con un bob della Germania Est, i tedeschi l’hanno vinta nelle ultime quattro edizioni, nel 2002 e nel 2006 con alla guida André Lange, l’unico a vincere tre ori nel bob insieme al connazionale Meinhard Nehmer, che vinse due ori a Lake Placid 1980 così come Lange a Torino 2006. Entrambi in queste edizioni dei Giochi hanno difeso con successo il titolo nel bob a quattro conquistato nell’Olimpiade precedente, l’unico oltre a loro a vincere questo evento per due volte consecutive è stato un autentico mito del bob statunitense, Billy Fiske, oro nel 1928 a soli 16 anni e nel 1932. In occasione del secondo trionfo faceva parte del suo equipaggio Eddie Eagan, l’unico a vincere una medaglia d’oro sia in uno sport invernale che in uno estivo: nel 1920 ad Anversa si aggiudicò il titolo olimpico nella categoria mediomassimi del pugilato. Quattro le medaglie azzurre, le prime tre con Eugenio Monti. Il rosso volante vinse l’argento nel 1956, il bronzo nel 1964 e l’oro nel 1968, esattamente come nel bob a due. Nel 1972 Nevio De Zordo guidò l’equipaggio che si aggiudicò la medaglia d’argento.

Curling maschile:
3° Posto: Svezia - Svizzera, Ore 18.00 Eurosport (Puppo)

1° Posto: Canada - Norvegia, Ore 01.30 Eurosport (Puppo)
Il curling maschile ha debuttato fin dalla prima edizione dei Giochi invernali a Chamonix quando vinsero i superfavoriti britannici che avevano una squadra interamente proveniente dalla Scozia, la culla di questo sport. Poi è stato retrocesso al rango di sport dimostrativo per varie edizioni: 1932, 1936, 1964, 1988 e 1992. Finalmente nel 1998 è tornato a far parte del programma olimpico ufficiale. A Nagano la Svizzera batté a sorpresa in finale il favorito Canada, i nordamericani persero di nuovo contro pronostico in finale a Salt Lake City nel 2002 contro la Norvegia ma hanno poi finalmente guadagnato l’ambito oro a Torino 2006 dominando la Finlandia nella sfida decisiva per il titolo. L’Italia ha partecipato solo quattro anni fa, gli azzurri furono settimi.


TESTO a cura di Max Valle
FILMATI
forniti da www.archeologiadellosport.com




Vancouver: le medaglie della 14esima giornata

OLIMPIADI - Sette titoli olimpici assegnati nella quattordicesima giornata. Il Canada conquista due titoli e diventa la prima nazione ad andare in doppia cifra in fatto di ori, portandosi in testa al medagliere, inseguito dalla Germania al nono titolo. Norvegia e Svezia conquistano un oro a testa così come la Cina. L'Asia tocca per la prima volta nella sua storia quota 30 medaglie ai Giochi olimpici invernali.

SCI ALPINO. Slalom Femminile

1. Maria Riesch (Germania)
2. Marlies Schild (Austria)
3. Sarka Zahrobska (Rep.Ceca)

BIATHLON. Staffetta Maschile
1. Norvegia (H.Hanevold - T.Bø - E.H.Svendsen - O.E.Bjørndalen)
2. Austria (S.Eder - D.Mesotitsch - D.Landertinger - C.Sumann)
3. Russia (I.Tcherezov - A.Shipulin - M.Tchoudov - E.Ustyugov)


CURLING. Femminile
1. Svezia (A.Norberg - E.Lund - C.Lindhal - A.La Moine - K.Bergström)
2. Canada (C.Bernard - S.O'Connor - C.Darbyshire - C.Bartel - K.Moore)
3. Cina (B.Wang - Y.Liu - Q.Yue - Y.Zhou - J.Liu)

SHORT TRACK. 500 maschili
1. Charles Hamelin (Canada)
2. Si-Bak Sung (Corea del Sud)
3. Francois-Louise Tremblay (Canada)

SHORT TRACK. 1.000 femminili
1. Wang Meng (Cina)
2. Katherine Reutter (Stati Uniti)
3. Seung-Hi Park (Corea del Sud)

SHORT TRACK. Staffetta maschile
1. Canada
2. Corea del Sud
3. Stati Uniti

SNOWBOARD. Pgs femminile
1. Nicole Sauerbreij (Olanda)
2. Ekaterina Ilyukhina (Russia)
3. Marion Kreiner (Austria)

I risultati degli italiani nella 14^giornata

OLIMPIADI - Raccogliamo in questo post i risultati degli atleti italiani nella quattordicesima giornata dei Giochi olimpici di Vancouver.

SCI ALPINO. Slalom Femminile (Finale)
8. Nicole Gius
11. Manuela Moelgg
18. Denise Karbon
DNF Chiara Costazza

BIATHLON. Staffetta Maschile (Finale)
12. Italia (C.De Lorenzi - M.Windish - L.Hofer - M.Cola)

SHORT TRACK. 500 maschili (Finale)
19. Nicola Rodigari
20. Nicolas Bean
30. Yuri Confortola

SHORT TRACK. 1.000 femminili (Finale)
12. Arianna Fontana
21. Cecilia Maffei

SHORT TRACK. Staffetta maschile (Finale)
8. Italia

SNOWBOARD. Pgs femminile (Finale)
25. Carmen Ranigler
26. Corinna Boccacini

PATTINAGGIO VELOCITA'. Team pursuit maschile
Italia: Eliminata nei quarti di finale

BOB. a 4 maschile (Dopo 2 manche di 4)
10. Simone Bertazzo - Danilo Santarsiero - Samuele Romanini - Mirko Turri

BILANCIO DOPO LA 14^ GIORNATA


Medaglie: 4

Argento: Pietro Piller Cottrer (Sci di fondo, 15 km a tl)
Bronzo: Armin Zoeggeler (Slittino, singolo)
Bronzo: Alessandro Pittin (Combinata nordica, normal hill)
Bronzo: Arianna Fontana (Short track, 500 metri)

Piazzamenti tra i primi dieci: 34

Vancouver 2010 - Bufera nello short track azzurro Arianna Fontana racconta la sua verità: attacca apertamente tecnici federali e compagni di squadra

SHORT TRACK - Durissimo sfogo dell'azzurra Arianna Fontana dopo l'eliminazione dai quarti di finale dei 1000 metri, ultima gara del programma a cinque cerchi. La 19enne valtellinese, bronzo nei 500 metri, ha attaccato tutti, tecnici e compagni di squadra.

Sugli allenatori la presa di posizione è stata lapidaria: "Certe nazioni crescono sempre di più, mentre noi facciamo ogni volta un passo indietro. Ci facciamo un 'mazzo' così ed i risultati non arrivano. Ho fatto la metà di quello che dicevano gli allenatori, mi sono dovuta autogestire perché per loro non esiste il riposo. Dicendo queste cose spero di aver smosso le acque, perché altrimenti è dura andare avanti così. Dobbiamo migliorare sia nella tecnica che con gli attrezzi, i nostri allenatori dicono che contano poco ma non è vero".

Arianna ha voluto anche smentire una sua eventuale ripicca (la mancata partecipazione alla finale B della staffetta) verso i tecnici federali per il trattamento ricevuto dal fidanzato Roberto Serra (escluso dai 500 a favore dell'oriundo Nicolas Bean): "Ho rinunciato alla finale B perché mi sentivo poco bene. E subito sono uscite fuori delle voci assurde. Hanno detto che io avrei rinunciato per ripicca nei confronti dei tecnici che non hanno fatto correre il mio ragazzo, ma non è affatto vero. Lui è grande e grosso e sa difendersi da solo".

Infine il giovane talento dello short track italiano ha voluto rispondere anche alle affermazioni del compagno di squadra Yuri Confortola, che nei giorni scorsi l'aveva accusata di essersi montata la testa dopo la medaglia olimpica: "Mi dispiace per quel che ha detto Confortola. Non mi conosce e non si doveva azzardare a dire certe cose. Io non me la tiro, non mi credo chissà chi, non mi sono mai comportata male e chi mi conosce sa chi sono davvero.

La verità è che non siamo mai stati una squadra, sono 4 anni che non andiamo d'accordo, però hanno voluto sempre tenere nascosta questa cosa. Sono arrivata a questa gara che non ce la facevo più! Ma la mia coscienza è a posto, ho detto quello che mi sentivo di dire. Non ho mai avuto un rapporto con i compagni di squadra, che ora non mi parlano nemmeno più. Non ho paura di quello che succederà adesso. Petrucci ha detto che queste situazioni vanno risolte".

Pronta la risposta del ct Fabio Magarotto: "Siamo contenti per la medaglia di Arianna, sia per noi che per la Federazione. Del resto parleremo a bocce ferme. Io porto avanti il mio ruolo con il massimo della professionalità". L’impressione è che la polemica sia appena cominciata: la pattinatrice italiana ha sollevato un polverone che ben difficilmente si potrà dissolvere senza lasciare strascichi.
di Federico Militello

Nor-Am, a Ganong e Ross le seconde discese

ALPINO - E' lo statunitense Travis Ganong a vincere la seconda discesa maschile Nor-Am di Aspen. Ganong, quarto l'altro ieri nella prima, ha preceduto di tre decimi il canadese Jan Hudec, alla seconda piazza d'onore in due giorni, e di 71 centesimi lo statunitense Steven Nyman, terzo dopo il primo posto di giovedì. Non è arrivato al traguardo l'altro statunitense Will Brandenburg, terzo nella prima discesa.

Tra le donne ancora dominio statunitense con il successo di Laurenne Ross, la leader della Nor-Am Cup femminile, che ha preceduto di 93 centesimi Leanne Smith e di 1"27 Keely Kelleher. Quarta la migliore delle canadesi, Georgia Simmerling. Stasera altre due discese, maschile e femminile, che varranno anche come campionati nazionali.

Vancouver 2010 - short track, 500 e relay uomini Doppio oro per Charles Hamelin e il Canada

SHORT TRACK - Grande festa per il pubblico del Pacific Coliseum: gli atleti canadesi hanno trionfato nelle ultime due gare del programma olimpico dello short track maschile, i 500 metri e la staffetta.

Nella gara più breve si è imposto il campione del mondo Charles Hamelin, che ha preceduto in una finale tiratissima il sud coreano Si-Bak Sung ed il connazionale Francois-Louis Tremblay. Quest’ultimo è stato danneggiato nell’atto finale da una scorrettezza del campione olimpico in carica, l’americano Apolo Anton Ohno, che è stato squalificato al termine della competizione.

Nella staffetta, poi, i padroni di casa hanno realizzato la grande impresa di sconfiggere la corazzata della Corea del Sud, uscita quindi fortemente ridimensionata da questi Giochi Olimpici. L’atto finale è stato incertissimo sino alla fine, con Canada, Corea, Usa e Cina in piena lotta per l’oro. Alla fine le quattro nazionali sono giunte sul traguardo raggruppate nello spazio di 4 decimi: gli statunitensi hanno agguantato il bronzo, mentre i cinesi si sono accontentati del quarto posto. Nella prova conclusiva era presente anche la Francia, essendo stata ‘avanzata’ per una scorrettezza dell’Italia in semifinale. I transalpini, tuttavia, si sono rivelati nettamente inferiori all’agguerrita concorrenza ed hanno concluso quinti a 7 secondi dai canadesi.

"Sapevamo che la vittoria era un risultato possibile ed ce l’abbiamo fatta. La nostra tattica di chiamava ‘Operazione Cobra’, ovvero contavamo di portare Tremblay in testa prima dell’inizio degli ultimi due giri, perché sapevamo che non si sarebbe fatto sorpassare. Così è stato. Oggi per me è un giorno memorabile, mi sembra di sognare: prima l’oro nei 500 e poi nella staffetta. Super!’’ la dichiarazione gioiosa di Charles Hamelin. Soddisfatto anche il fuoriclasse Ohno: ‘’ Oggi abbiamo dato il 100 % delle nostre possibilità e non abbiamo nulla da recriminare. Il nostro è un gruppo molto giovane, con un gran futuro davanti a sé. Questo bronzo, tuttavia, è già un ottimo punto di partenza’’.

Il Canada grazie a queste due medaglie d’oro è salito in testa al medagliere con ben 10 allori e, considerando le tre finali ancora da disputare (curling ed hockey sul ghiaccio), possiede ottime chances di rimanerci.

di Federico Militello

Vancouver 2010 - semifinali hockey maschile: Canada rischia la rimonta dalla Slovacchia ma poi prenota un mezzogiorno di fuoco con gli Stati Uniti

Canada b. Slovacchia 3-2 (2-0,1-0,0-2): Con la vittoria sulla la Finandia nella prima semifinale, gli Usa hanno prenotato un posto a tavola per domenica al Canada Hockey Place e lasciato un posto libero in attesa che venisse occupato.

Con il successo del Canada nella seconda ai danni della Slovacchia, la finale che tutti volevano è ora divenuta realtà: domenica a Vancouver (inizio ore 21.15 italiane), tra i padroni di casa e gli statunitensi, sarà un mezzogiorno di fuoco nella sfida che varrà il titolo olimpico e assegnerà l'ultima medaglia d'oro di questa olimpiade, nell'evento più atteso dei Giochi.

Memori degli errori svedesi nel quarto di finale, i favoriti hanno preso con molta attenzione la sfida. A inizio gara la Slovacchia dimostra di saper reggere l'urto dal punto di vista fisico.

Nel Canada, un Sidney Crosby ispirato, crea diversi pericoli alla difesa slovacca, ma per vedere sbloccato il risultato bisogna aspettare il tredicesimo minuto, quando una gran botta di Shea Weber viene deviata perfettamente da Patrick Marleau. Il disco passa sotto le gambe di Jaroslav Halak che non può farci nulla.

Qualche minuto dopo la situazione si ripete, ma stavolta il tiro parte dalla sinistra e lo effettua Ryan Getzlaf, mentre a deviare davanti gabbia stavolta è Brenden Morrow. Il puck va nell'angolino alla destra del portiere e i canadesi si portano avanti di due reti. Il colpo è duro per le ambizioni della Slovacchia che riesce comunque a evitare ulteriori marcature avversarie e va al primo intervallo sotto 0-2.

Il periodo centrale continua a vedere i canadesi in controllo mentre gli slovacchi non riescono a rendersi realmente pericolosi e quelle poche volte in cui concludono a rete trovano un Roberto Luongo sicuro. A tre minuti dal termine, in situazione di powerplay, arriva il terzo gol del Canada. Getzlaf è velocissimo a infilare in porta un disco ribattuto da Halak ed è 3-0. Ancora una grande partita per il centro degli Anaheim Ducks, che aveva rischiato di saltare le Olimpiadi per un infortunio alla caviglia.

Avanti tranquillamente, il Canada nel terzo periodo punta a gestire senza correre ulteriori pericoli sino a quando a otto minuti dalla sirena finale, Lubomir Visnovsky beffa Luongo, che si lascia sorprendere sul primo palo da un disco messo al centro. Il suo errore regala speranza agli slovacchi anche se il tempo continua a scorrere veloce.

Halak salva il matchpoint canadese, capitato sulla stecca di Jarome Iginla, respingendo col gambale la sua conclusione e poco dopo una grande azione di Richard Zednik dietro la gabbia, genera un tiro sulla cui respinta Michal Handzus si avventa per segnare il gol che riapre completamente la partita.

L'atmosfera cambia del tutto e diventa un finale da brivido. Restano meno di cinque minuti. L’autore del secondo gol slovacco è ancora pericoloso ma è Pavol Demitra ad avere due grandissime chances.

Prima su una respinta del goalie canadese non è reattivo nel concludere subito a rete e poi negli ultimi secondi, quando la Slovacchia assedia nel minuto conclusivo il terzo avversario, si fa parare un tiro da Luongo non riuscendo ad alzarlo quel tanto che sarebbe bastato per portare la sfida all’overtime.

Suona la sirena, non c'è più tempo, finisce 3-2 per i canadesi, ma per la Slovacchia, che esce sconfitta sul filo di lana è l'ennesima dimostrazione di quanto sia meritato il suo ingresso tra le quattro semifinaliste. Domani per loro la grande possibilità di salire sul podio nella sfida che varrà il bronzo con la Finlandia.

Per il Canada, che ci arriva con questo brivido finale, per gli Usa e per tutti coloro che la guarderanno nel mondo, si può pensare alla fantastica finale di domenica. La tavola è apparecchiata: Buon Appetito!

di Pasquale Teoli

Vancouver 2010 - short track, 1000 metri femminili Poker d'oro della Cina con Wang Meng

SHORT TRACK - Negli ultimi anni l’ascesa della Cina nello short track femminile è stata inarrestabile ed in queste Olimpiadi di Vancouver ha toccato l’apice: in tutte le gare previste le asiatiche hanno conquistato la medaglia d’oro ed è la prima nazionale rosa a riuscirci nella storia. Ieri è toccato alla fuoriclasse Meng Wang vincere il terzo oro dei suoi straordinari Giochi nei 1000 metri, dopo quelli nei 500 e nella staffetta. L’asiatica ha prevalso in finale sull’americana Katherine Reutter per 111 millesimi, mentre la coreana Seung-Hi Park si è aggiudicata la medaglia di bronzo. Quest’ultima è stata favorita dalla squalifica dell’altra cinese Yang Zhou, superlativa nello stabilire in semifinale il nuovo primato mondiale (1:29.049).

"Dedico questa mia seconda vittoria individuale a tutto il team: la Cina ha dominato tutte le gare dello short track femminile ed è fantastico. Siamo le migliori. Nei giorni scorsi non sono stata molto bene e ringrazio i medici della nazionale per il supporto nei miei confronti. Per noi è motivo d’orgoglio aver sconfitto le nostre rivali della Corea del Sud’’ il parere della nuova campionessa olimpica.

Delusa, invece, la Reutter: ‘’Ci ho provato fino all’ultimo metro, ma contro queste cinesi vincere è impossibile’’. Eliminata nei quarti di finale l’azzurra Arianna Fontana, bronzo nei 500 metri. La 19enne di Sondrio è stata preceduta dalla Meng Wang e dalla russa naturalizzata australiana Tatiana Bordulina.

di Federico Militello

Vancouver 2010 - speed skating, team pursuit Italia a picco. Stati Uniti vs Canada sarà la finale

PATTINAGGIO VELOCITA’ - Saranno il Canada e gli Stati Uniti a giocarsi il titolo olimpico del team-pursuit nello speed skating. Finale sorprendente, dalla quale è stata esclusa la grande favorita Olanda, eliminata in semifinale dagli americani per 40 centesimi. Il terzetto statunitense composto da Chad Hedrick, Brian Hansen e Jonathan Kuck (che ha sostituito per scelta tecnica Trevor Marsicano, impegnato nel turno precedente), è partito a razzo contro i tulipani, guadagnando quasi 2 secondi di vantaggio nella prima parte di gara. Nell’ultimo giro, però, l’Olanda sembrava recuperare grazie ad una poderosa azione di Sven Kramer, tuttavia gli yankees riuscivano a stringere i denti ed a mantenere un piccolo margine di vantaggio. Senza Shani Davis, autoesclusosi dalla squadra prima dell’inizio delle Olimpiadi, quella realizzata dagli Usa è stata una vera e propria impresa.

Molto convincente anche il cammino del Canada verso la finale. I padroni di casa Mathieu Giroux, Lukas Makowsky e Denny Morrison hanno prevalso di oltre 4 secondi sull’Italia nei quarti di finale, in quella che era la rivincita dell’atto conclusivo di Torino 2006. Gli atleti della Foglia d’acero hanno surclassato gli azzurri sin dal primo metro, realizzando anche il nuovo record olimpico (3:42.38). Il terzetto italiano, invece, è parso poco brillante, con un Enrico Fabris ancora una volta al di sotto delle aspettative: per il 28enne di Asiago si conclude un’Olimpiade da dimenticare, con il settimo posto nei 5000 metri come miglior risultato individuale.

Dopo l’agevole successo sugli azzurri, il Canada ha dovuto soffrire più del previsto in semifinale contro la Norvegia di Havard Bokko, in grande rimonta nella seconda metà di gara. I nord-americani, però, si sono resi artefici di un’altra strepitosa prestazione, abbassando nuovamente il record dei Giochi (3:42.22): contro gli Usa, dunque, partiranno favoriti per la conquista della medaglia d’oro. Nella finalina per il bronzo, invece, l’Olanda, almeno sulla carta, sembra avere qualcosa in più degli scandinavi. Tornerà sul ghiaccio anche l’Italia per la sfida alla Corea del Sud, valida per la quinta posizione: una magra consolazione per quella che era la nazionale campione in carica.


di Federico Militello

Vancouver 2010 - finale 3° posto curling donne: Bronzo storico per la Cina di Wang Bingyu

CINA b. SVIZZERA 12-6 (8 end): Wang Bingyu, già medaglia d'oro ai Mondiali del 2009, ha centrato uno storico bronzo ai Giochi di Vancouver al termine di una partita il cui esito non è stato praticamente mai in discussione. La squadra cinese allenata dal canadese Dan Rafael ha aperto lo score con 3 punti. Mirjam Ott, argento nelle due precedenti edizioni delle Olimpiadi, è rientrata si sul 6 pari nel sesto ma ha incassato una pesante mano rubata da 4 nell'ottavo, dove si è chiusa la partita.

Anche il Vipiteno raggiunge le semifinali

HOCKEY GHIACCIO - Dopo l'Appiano, anche il Vipiteno raggiunge le semifinali del campionato di Serie A2 ottenendo la quarta vittoria contro Milano. Importantissimo successo del Torino in casa del Gardena. I piemontesi si guadagnano quindi un match point con la possibilità di giocarselo in casa e di realizzare un upset. Infine a Merano va in scena la ripetizione di gara-3 contro l'Egna dopo la mancata omologazione della sfida vinta dai padroni di casa per 7-6. Questa volta sono invece gli ospiti a vincere, che così riequilibrano la serie.

QUARTI DI FINALE, GARA 5 Report Completo
Vipiteno - Milano 6-3 (0-0/5-2/1-1)
Gardena - Torino 1-4 (0-1/0-0/1-3)

QUARTI DI FINALE, GARA 3 (RIPETIZIONE) Report Completo
Merano - Egna 2-4 (0-0/2-2/0-2)

SITUAZIONE SERIE
Vipiteno - Milano 4-1
Appiano - Caldaro 4-0
Gardena - Torino 2-3
Merano - Egna 2-2

Si gioca al meglio delle 7 partite.

Stasera torna in campo la Serie A. Domenica gara-6 tra Torino e Gardena oltre a gara-5 tra Egna e Merano.

In collaborazione con la Lega Italiana Hockey Ghiaccio

Vancouver 2010 - 1000 metri donne short track: Arianna Fontana fuori ai quarti per 7 millesimi

SHORT TRACK - Dopo il bronzo nei 500 metri, Arianna Fontana è stata eliminata ai quarti di finale dei 1000 metri femminili. La 19enne valtellinese ha chiuso terza la sua batteria con un ritardo di soli 7 millesimi dalla russa naturalizzata australiana Tatiana Borodulina, passata come seconda alle spalle della cinese Wang Meng.

Vancouver 2010 - pgs snowboard femminile: Amelie Kober fortfait ai quarti per maternità

SNOWBOARD – Amelie Kober, dopo la caduta subita nei quarti di finale del pgs di snowboard, ha deciso di rinunciare alle heat successive che mettevano in palio il quinto posto perché è incinta. Lo ha annunciato la stessa 22enne tedesca, che non ha voluto prendere ulteriori rischi dopo essere rimasta fuori dalla zona medaglie. La Kober è il secondo caso di olimpionica in dolce attesa ai Giochi di Vancouver dopo Kristie Moore, riserva del team Canada medaglia d’argento nel curling.

Vancouver 2010 - finale torneo curling femminile: Bernard spreca 2 stone partita, la Svezia ringrazia

SVEZIA b. CANADA (11 end): Dopo quattro anni e ancora all’extra end come a Pinerolo, sono sempre le svedesi guidate da Anette Norberg a mettersi al collo l’oro del gioco di sassi e scope.

Da un punto di vista tecnico la vittoria ai Giochi di Torino su Mirjam Ott resta inarrivabile, però sotto il profilo emotivo quella conquistata in Canada, nella patria del curling, ha un valore superiore. Il silenzio del pubblico da arena di hockey dell’Olimpic Centre di Vancouver è più significativo delle parole.

La Svezia ha cominciato bene con 2 punti nel terzo e nel quinto end per il 4-2 all’intervallo. Alla ripresa Cheryl Bernard e compagne sono cresciute tanto da rubare la mano da 2 e da 1 punto nel settimo e nel nono per il 6-4.

Sul più bello però la skip di Calgary ha mancato la bocciata del match point per ben due volte. Norberg, che era già stata argento a Calgary 1988 quando il curling era sport dimostrativo, vanta 2 titoli iridati, 7 europei (di cui 5 consecutivi dal 2001 al 2005) per un totale di 21 medaglie.

Questa volta, dopo aver replicato il bacio con la vice skip Eva Lund, per festeggiare l’impresa il bacio è stato addirittura di squadra allargato alla sorella Cathrine Lindahl e Anna Le Moine.

Vancouver 2010 - snowboard, pgs femminile L'olandese Nicole Sauerbreij è d'oro nella nebbia

SNOWBOARD - L’oro del gigante parallelo femminile nello snowboard parla olandese. E’ la trentenne Nicole Sauerbreij ad aggiudicarsi il titolo olimpico al termine di una gara corsa su una neve resa difficile dalla pioggia e con la visibilità non perfetta a causa di una fastidiosa nebbia presente soprattutto nella parte alta del percorso.

Negli ottavi di finale nessuna snowboarder extraeuropea è riuscita a passare al turno successivo. Ben tre tedesche entrano tra le prime otto, tra queste la ventiduenne Selina Joerg, che beffa l’austriaca Doris Guenther, una delle favorite della vigilia.

Sopravvivono ai quarti di finale oltre alla Sauerbreij e all’austriaca Marion Kreiner , la russa Ekaterina Ilyukhina e ancora la tedesca Joerg.

Nella seconda run di semifinale la Kreiner getta via un vantaggio di un 1 secondo e 50 centesimi commettendo prima un errore nella parte alta e poi andando larga alla penultima porta, regalando così a sorpresa la finale alla Ilyukhina. L’olandese invece , pur dovendo lottare contro una coriacea Joerg, riesce a passare. La tedesca, che ha dato tutto, va giù nel finale.

La Kreiner si rifà vincendo nettamente il confronto tra le due battute della semifinale, agguantando il bronzo mentre in finale , in uno dei più classici “Davide contro Golia” , sono di fronte la Sauerbreij, leader in coppa del mondo, venti podi in carriera con oltre 130 gare disputate, contro la Ilyukhina, mai tra le prime tre e con 100 gare in meno disputate.

A sorpresa la russa chiude con la sua tavola davanti la prima run per soli 2 centesimi. Nella seconda, con le due snowboarder partite praticamente alla pari, è gara tiratissima fino alla fine.

Riesce a spuntarla l’olandese per soli 23 centesimi di secondo vincendo l’oro. Per la giovane russa il merito di aver portato a casa, con questo splendido argento, la prima medaglia di sempre nello snowboard per la sua nazione.

C’erano anche due azzurre in gara: Carmen Ranigler e Corinna Beccaccini, eliminate già nella run di qualifica con il venticinquesimo e ventiseiesimo tempo.

di Pasquale Teoli

Vancouver 2010 - hockey, semifinali maschili Kiprusoff sbaglia. Gli Usa, spietati, sono in finale

Usa b. Finlandia 6-1 (6-0,0-0,0-1)

La grande finale del torneo di hockey maschile, ultimo evento dell’olimpiade di Vancouver ha già il nome della prima squadra che vi prenderà parte. Gli Stati Uniti tornano in una finale olimpica dopo Salt Lake City 2002, alla ricerca del terzo oro, dopo quelli ottenuti in casa, nel 1960 a Squaw Valley e a Lake Placid 1980 con l’ epico “miracle on ice” ,trenta anni fa esatti.

La partita contro la Finlandia, se di partita si può parlare, è durata meno di un periodo, il primo, che ha indirizzato la sfida in modo inequivocabile in direzione americana.

L’episodio che cambia per sempre il volto della semifinale accade dopo due minuti quando Miikka Kiprusoff, uno dei migliori portieri al mondo, protagonista di un grande quarto di finale contro la Repubblica Ceca, commette una papera colossale. Il goalie esce in avanti fuori porta per liberare il disco ma passa incredibilmente a Ryan Malone che a porta praticamente vuota segna l’1-0.

Da un errore così non è facile riprendersi e Kiprusoff appare in grande confusione. Al sesto minuto Janne Niskala va in panca puniti per interferenza su Dustin Brown, dando i primi due minuti di superiorità agli states che ne approfittano subito, come uno squalo che sente l’odore del sangue della sua preda.

Zach Parise è bravo a inserirsi al centro e raccogliere l’assist di Paul Stastny infilando il 2-0. In totale controllo della partita gli Usa realizzano il terzo gol ancora in powerplay con Erik Johnson che batte un portiere finlandese decisamente fuori tempo. Il timeout chiamato da coach Jukka Jalonen non serve a nulla perché di lì a poco è Patrick Kane a metterne dentro ancora un altro per il 4-0 ed è tempo stavolta per un Kiprusoff sotto shock, come tutta la squadra finnica, di accomodarsi in panchina.

Al suo posto entra Nicklas Backstom, ma praticamente al primo tiro anche lui subisce gol. Gran controllo del disco e tiro di polso di Kane per il 5-0. I finalandesi non si rendono conto di cosa stia loro succedendo, non si intravede la luce e come se non bastasse, appena rimesso in gioco il disco, nasce l’azione del sesto gol realizzato da Stastny.

La partita non c’è più. Secondo e terzo periodo sono puro e semplice “garbage time”. Gli americani iniziano a pensare alla grande finale di domenica, dando riposo al portiere Ryan Miller e facendo entrare il secondo Tim Thomas negli ultimi minuti. I finlandesi che trovano il gol della bandiera con Antti Miettinen, proveranno a dimenticare in fretta quegli incredibili primi venti minuti di follia per ritrovare energia in vista della finalina di domani che varrà il bronzo.

Ed ora la parola passa al Canada che battendo la Slovacchia comporrebbe la finale più attesa possibile.

di Pasquale Teoli

venerdì 26 febbraio 2010

Vancouver 2010 - sci alpino, slalom femminile: Secondo oro olimpico per Maria Riesch, ottava Gius

ALPINO - Maria Riesch si laurea regina dello sci alpino ai Giochi olimpici di Vancouver. La tedesca dopo l'oro della supercombinata si aggiudica anche quello dello slalom confermando il primo posto della prima manche e contenendo per 43 centesimi il ritorno dell'austriaca Marlies Schild, autore di una strepitosa seconda manche nella quale ha ottenuto il miglior tempo parziale.

Per la Germania è il terzo oro in queste Olimpiadi nello sci alpino femminile che eguaglia il bottino di Nagano 1998, la Riesch legittima il suo titolo mondiale del 2009 e la sua leadership in Coppa del Mondo di specialità, bellissimi i suoi abbracci a fine gara con la sua grande amica statunitense Lindsey Vonn, uscita nella prima prova, e con la sorellina Susanne che dopo il quarto posto della prima manche è finita fuori nella seconda.

Per l'Austria è la quarta medaglia, tutte al femminile, in quello che è lo sport nazionale, la Schild, già argento iridato in slalom nel 2003 e nel 2007 e argento olimpico in combinata nel 2006, conferma la sua rinascita dopo l'infortunio che le ha fatto perdere la stagione 2008-2009. Il bronzo a 1"01 dalla Riesch va all'iridata del 2007, Sarka Zahrobska, che regala alla Repubblica Ceca la prima storica medaglia nello sci alpino, nel 1984 un'altra ceca, Olga Charvatova, era stata bronzo in discesa ma gareggiava per l'allora Cecoslovacchia.

Quarta la svedese Maria Pietilä-Holmner davanti alla francese Sandrine Aubert e alla finlandese Tanja Poutiainen, settima Elisabeth Görgl che col secondo tempo parziale ha rimontato dal ventiduesimo posto nella prima manche, nona un'altra delle protagoniste di questi Giochi, la slovena Tina Maze, tredicesima quella che è probabilmente la più grande delusa di questa gara, l'austriaca Kathrin Zettel.

Le azzurre: Nicole Gius ha confermato l'ottavo posto della prima manche, Manuela Moelgg è risalita all'undicesima posizione col quarto tempo parziale e Denise Karbon alla diciottesima col quinto parziale, è uscita nel finale invece Chiara Costazza che stava anch'essa completando un buon recupero.

Vancouver 2010 - biathlon, staffetta maschile Norvegia in trionfo grazie a re Bjørndalen

BIATHLON - La Norvegia composta da Halvard Hanevold, Tarjei Bø, Emil Hegle Svendsen e Ole Einar Bjørndalen ha conquistato la medaglia d'oro nella staffetta maschile.

La gara parte in sordina con un ritmo blando e pochi errori al poligono. La prima frazione è di fatto ininfluente poichè le squadre più forti sono tutte in un gruppo dove c'è anche l'Italia. La seconda frazione sembra essere sulla stessa falsariga, ma nel poligono in piedi c'è una prima svolta. Infatti il tedesco Birnbacher e il francese Defrasne pasticciano oltremodo non riuscendo a rimediare con le ricariche. Il transalpino è costretto a un giro di penalità e il teutonico addirittura a due. La corsa alla medaglia di Francia e Germania, gravate da pesantissimi ritardi finisce di fatto qui.

La Russia esce in testa da questa sessione di tiro, con Austria e Norvegia a 8", ma nell'ultimo giro avviene un episodio che si rivelerà decisivo per l'esito finale della staffetta. Infatti il russo Shipulin va in crisi e perde pesantemente terreno. A metà gara è quindi la Norvegia a cambiare per prima con 6" di vantaggio sull'Austria e sulla Svezia. La Russia paga ben 30". Di fatto Shipulin ha perso 46" dalla Norvegia in 2.5 km. L'Italia ha perso terreno per via di un poligono negativo di Windish e paga 1'13".

La terza frazione congela le carte in tavola con l'eccezione dell'uscita di scena dal discorso podio della Svezia, affossata dal poligono in piedi di Matthias Nilsson il quale finisce nel giro di penalità. Il norvegese Svendsen riesce a non perdere terreno dall'austriaco Landertinger pur utilizzando due ricariche in più. Norvegia e Austria cambiano quindi appaiate con 22" di vantaggio sulla Russia che grazie a Tchoudov ha quindi recuperato qualcosa.

Tutto si decide nell'ultima frazione. Al poligono a terra il norvegese Bjørndalen si rialza dovendo ricorrere a 2 ricariche, molto peggio fa invece l'austriaco Sumann che non riesce a chiudere tutti i bersagli e deve imboccare il giro di penalità. Serie pulita invece per il russo Ustyugov che recupera terreno. A questo punto la Norvegia gode di 12" sulla Russia e 39" sull'Austria.

Bjørndalen si mette a forzare il ritmo sugli sci e con un poligono in piedi perfetto suggella l'oro norvegese sotto gli occhi di Re Harald V. Alle sue spalle Ustyugov perde tempo dovendo ricorrere a 3 ricariche e Sumann riesce a riportarsi su di lui. Nell'ultimo giro il norvegese è in parata, mentre l'austriaco sembra non riuscire a tenere il ritmo del russo, quest'ultimo però cade e viene raggiungo dall'avversario. La sfida tra i due si decide in volata ed è l'Austria a ottenere l'argento con la Russia di bronzo, entrambe pagano 38" dalla Norvegia. L'Italia chiude invece 12esima.

Per Bjørndalen è l'11esima medaglia ai Giochi olimpici (6 ori, 4 argenti e 1 bronzo), fa così un passo avanti verso il record di 8 ori a Cinque cerchi appartenente al connazionale Bjørn Dæhlie. Il successo odierno potrebbe spingere il 36enne a continuare veramente fino a Sochi 2014 per cercare quantomeno di eguagliare il fondista. Va rimarcato come la Norvegia abbia vinto oggi con una formazione estremamente eterogenea per età. Oltre al già citato 36enne Bjørndalen, Svendsen ha 24 anni, Bø 21 e Hanevold 40. Quest'ultimo chiude quindi la sua carriera nel migliore dei modi. Il programma olimpico del biathlon è terminato.

Nel complesso bene tutte le grandi potenze: Norvegia (3 ori, 2 argenti), Germania (2 ori, 1 argento, 2 bronzi) e Russia (2 ori, 1 argento e 1 bronzo). La squadra teutonica è però double face: eccellente tra le donne, da cui sono arrivate tutte le medaglie, e disastrosa tra gli uomini dove non sono arrivati podi, evento che non si verificava da Grenoble 1968. Chi raccoglie più medaglie di tutti è però la Francia (1 oro, 2 argenti e 3 bronzi), mentre delude parzialmente l'Austria (2 argenti). La Coppa del mondo di biathlon torna il 12 marzo con la tappa di Kontiolahti (Finlandia).

di Francesco Paone